Il morso della reclusa

Recensioni

di Massimo Faggiano

Ci sono autrici, come autori, che leggerle ti fa sentire a casa. Ci sono
autrici come Fred Vargas di cui si attende quando esce il libro e quasi
religiosamente si va immediatamente in libreria per prenderlo. Così è
stato anche per “Il morso della reclusa”, uscito poco più di un mese fa.
La reclusa di cui parla Vargas non è una detenuta. O forse sì. Come
il Loxosceles reclusa il ragno protagonista della “seconda inchiesta”
perché in questo romanzo a differenza degli altri, non abbiamo un solo
caso su cui il commissario Adamsberg, l’icona maschile e protagonista
dei gialli della Vargas, sarà costretto ad indagare.

“- Non ci posso credere, – disse Danglard, – non ci voglio credere.
Torni fra noi, commissario. Ma in quali nebbie ha perso la vista, porca
miseria? – Nella nebbia ci vedo benissimo, – replicò Adamsberg in tono
un po’ secco, appoggiando i palmi sul tavolo. – Anzi, meglio che
altrove.”

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Il frutto della conoscenza

Recensioni

 di Massimo Faggiano

Da qualche settimana è in libreria un libro a fumetti piuttosto particolare, vendutissimo in Svezia (oltre 40 mila copie) come in altri paesi del nord Europa, è di Liv Strömquist e si intitola “Il frutto della conoscenza”.
L’autrice Liv Strömquist è una femminista svedese nonché fumettista che gioca con uno dei temi biblici per ripercorrere ironicamente la storia e il pregiudizio intorno all’organo sessuale femminile: la vagina. Secoli di patriarcato non solo hanno forgiato il pregiudizio su cui si muovono i rapporti tra uomini e donne ma soprattutto hanno condizionato la sessualità delle donne stesse.

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