Trovare una porta in un muro compatto – Il mio interesse politico per la fantascienza

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di Sara Pollice

La lettura di Ragazze elettriche e de Il racconto dell’ancella è stata per me un ritorno alla fantascienza. Avevo tredici anni quando mia madre mi iniziò alla lettura dei libri di Isaac Asimov e una pre-adolescenza confusa e triste si trasformò gradualmente in una delle realtà possibili a cui potevo sottrarmi, in cui potevo vivere, anche parzialmente. Grazie a quelle letture la mia mente si apriva a declinazioni molteplici che gettavano luce anche su quelle che all’epoca erano, a tutti gli effetti, le mie trappole esistenziali. L’assoluto di un’educazione cattolica unita alle pretese di controllo da parte di genitori senza un progetto famigliare (destino comune a molt* fino agli anni ’70 almeno) era mitigato dall’innamoramento di mondi alternativi.

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Fuori luogo. Fantascienza e femminismo

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Ovvero: perché, come femminista, ho bisogno di fantascienza ogni santo giorno.

di Federica Castelli

Durante il mese di ottobre (ed esattamente il 12, 19 e 26, qui il programma) all’interno della Casa delle donne Lucha y Siesta, prenderanno vita i nostri immaginari. Popoleremo l’aria di futuro e di donne straordinarie. Abbiamo infatti pensato e organizzato – in un incontro tra Biblys, la biblioteca di Lucha, e la rivista femminista DWF, di cui faccio parte – una rassegna su femminismi e fantascienza.

Detto in breve, 3 incontri, gratuiti e aperti, per approfondire e discutere insieme a partire da una prospettiva femminista e attraverso lo sguardo di grandi scrittrici di fantascienza, alcune tematiche di stringente attualità: dal corpo al potere, dalla maternità all’ambiente, dalla realtà agli universi infiniti.